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Redang e Perhentian: reef facili e tartarughe sulla costa est della Malesia

Il viaggio comincia su un molo: quello di Kuala Besut per le isole Perhentian, o quelli vicino a Kuala Terengganu per Pulau Redang. Un motoscafo, mezz'ora abbondante di Mar Cinese Meridionale, e all'improvviso l'acqua sotto lo scafo cambia colore, dal blu profondo a un turchese che lascia intravedere il corallo. Siamo al largo dello Stato di Terengganu, sulla costa orientale della Malesia peninsulare, davanti a due arcipelaghi protetti da parchi marini dove i reef iniziano a pochi metri dalla battigia e le tartarughe verdi pascolano nelle baie come mucche in un prato. Pochi posti al mondo rendono il primo incontro con una barriera corallina così semplice.

Arrivare via mare, muoversi via mare

Su queste isole il mare non è solo il panorama: è la rete stradale. Strade vere e proprie non esistono, ci si sposta a piedi lungo sentieri nella giungla o chiamando un taxi-boat da una spiaggia all'altra. Redang, la più grande e montuosa delle due destinazioni, concentra i suoi resort lungo Pasir Panjang, la lunga spiaggia bianca della costa orientale. Le Perhentian sono due sorelle diverse: Perhentian Besar, la maggiore, tranquilla e adatta alle famiglie; Perhentian Kecil, la minore, regno storico dei viaggiatori zaino in spalla, con guesthouse e bar sulla sabbia. In alta stagione conviene prenotare in anticipo barche e alloggi, e tenere a mente che nei posti piccoli i contanti valgono ancora più della carta.

Due arcipelaghi, un unico parco marino

Le acque intorno a entrambi i gruppi di isole sono tutelate come parco marino: pesca vietata attorno alle isole, ancoraggio sul corallo proibito, un piccolo contributo di conservazione da pagare all'arrivo. È una protezione che dura da decenni ed è il motivo principale per cui questi fondali brulicano ancora di pesce, in una regione dove molte coste vicine sono state impoverite dalla pesca. Le boe di ormeggio davanti ai siti più frequentati, i ranger del parco e le zone interdette ai visitatori non sono dettagli burocratici: sono la differenza, visibile a occhio nudo, tra un reef affollato di vita e uno spettrale.

Fondali che mettono tutti a proprio agio

Facile, qui, è un complimento. I reef a frangia digradano dolcemente dalla spiaggia, i giardini di corallo migliori stanno spesso a meno di dieci metri di profondità, le correnti dentro le baie sono in genere miti e l'acqua resta calda per tutta la stagione, di solito tra i 28 e i 30 gradi. I diving di entrambi gli arcipelaghi sfornano brevetti per principianti a ciclo continuo proprio perché le condizioni perdonano: baie di sabbia per gli esercizi, uscite in barca di pochi minuti, siti che restano ampiamente entro i limiti della subacquea ricreativa. E chi fa solo snorkeling non è affatto penalizzato: dalla superficie si vedono i campi di acropore, i pesci pappagallo, le murene affacciate alle tane e, naturalmente, le tartarughe. Avvistare un piccolo squalo pinna nera nuotando dalla spiaggia è quasi un rito di iniziazione alle Perhentian. Anche chi ha già il brevetto da anni trova qui il posto ideale per rispolverare gli automatismi dopo una lunga pausa: profondità modeste, acqua calda, guide ovunque e abbastanza vita da rendere interessante perfino l'immersione di ripasso. E per i fotografi alle prime armi, la luce dei fondali bassi restituisce i colori del corallo senza bisogno di flash.

Le tartarughe di Chagar Hutang e delle baie

La tartaruga verde è la firma di questa costa. Nelle baie basse bruca le praterie e riposa sotto le formazioni coralline, così abituata ai nuotatori da continuare a mangiare mentre le si galleggia accanto a distanza rispettosa. La tartaruga embricata compare più di rado, intenta a spiluccare spugne lungo il reef. Sul versante nord di Redang, la baia di Chagar Hutang è un santuario dedicato alla nidificazione: un programma di ricerca universitario malese vi monitora da molti anni le femmine che depongono, e la spiaggia è chiusa ai visitatori occasionali perché le notti restino buie e silenziose. È il rovescio necessario degli incontri facili del giorno. Le regole per chi nuota sono tre e semplici: non toccare, non inseguire, non tagliare mai la strada a una tartaruga che risale a respirare. Rispettarle cambia la qualità dell'incontro: un animale che non si sente minacciato resta a brucare, sale a prendere aria a un paio di metri da voi e torna giù, regalando minuti interi di osservazione invece di pochi secondi di fuga.

Cosa si incontra sott'acqua, sito per sito

Ogni arcipelago ha i suoi nomi da taccuino. Alle Perhentian, Tokong Laut — spesso tradotto come Tempio del mare — è un pinnacolo isolato rivestito di coralli molli e gorgonie, avvolto da nuvole di fucilieri e lutiani. Terumbu Tiga, per tutti semplicemente T3, è un caos di giganteschi massi di granito con passaggi e canyon dove la luce scende a colonne. Il Sugar Wreck è un cargo affondato durante il maltempo del monsone con un carico di zucchero: lo zucchero si è sciolto da un pezzo, ma lo scafo adagiato sulla sabbia, a profondità accessibile, è diventato una calamita per platax, barracuda e squali bambù rintanati sotto le lamiere. A Redang, montagne sommerse come Big Mount e Mini Mount concentrano l'azione pelagica: anthias a sciami sopra il corallo, carangidi in caccia, distese di coralli duri nella zona illuminata.

Coralli sotto pressione, recupero in corso

Raccontare questi fondali senza dire delle loro ferite sarebbe scorretto. Come in tutto il Mar Cinese Meridionale, ondate di acqua anormalmente calda hanno provocato episodi di sbiancamento, e alcuni campi di coralli ramificati ne portano le cicatrici. Pesa anche il successo turistico: pinneggiate maldestre, ancore fuori dalle boe, creme solari diluite nelle baie più affollate. Eppure lo status di parco marino produce risultati concreti: la quantità di pesce resta notevole per la regione, le spiagge di nidificazione seguite dai ricercatori sono oggetto di un lavoro di conservazione di lungo periodo e su molti reef, per chi sa riconoscere le colonie giovani, la ricrescita è evidente. Il visitatore può fare la sua parte scegliendo centri che usano le boe, tenendo le pinne lontane dal fondo e preferendo la lycra alla crema.

Stagioni e consigli pratici

L'unico vero vincolo è il calendario. Il monsone di nord-est soffia all'incirca da novembre a febbraio: mare grosso, collegamenti sospesi, la maggior parte delle strutture chiusa. La stagione va grossomodo da marzo a ottobre, con le condizioni più stabili nei mesi centrali. Per Redang si passa da Kuala Terengganu; per le Perhentian l'itinerario classico prevede l'aeroporto di Kota Bharu e poi il molo di Kuala Besut. Tre notti sono il minimo sindacale, una settimana permette di combinare i due arcipelaghi senza fretta, approfittando delle brevi distanze. Bagaglio leggero, scarpe da sentiero per i trasferimenti nella giungla, una sacca stagna per i passaggi in barca e una maschera propria: il resto lo mette il mare. Chi soffre il moto ondoso scelga la traversata del primo mattino, quando l'acqua è di solito più calma, e chi può eviti i fine settimana e le vacanze scolastiche malesi, quando le baie più famose si riempiono di gite giornaliere.

Sulla mappa

Vista dall'alto, la geografia si spiega da sola: i moli sulla terraferma, la manciata di isolotti sparsi, le brevi rotte tra un sito e l'altro. Aprite la mappa interattiva per esplorare i reef e i punti di immersione di Redang e delle Perhentian, confrontarli con il resto del Mar Cinese Meridionale e disegnare il vostro itinerario di baia in baia, tartaruga dopo tartaruga.