Ishigaki e i reef delle isole Yaeyama: mante, corallo blu e l'estremo sud del Giappone
A poche centinaia di metri dalla costa nord-occidentale di Ishigaki, vicino all'imboccatura della baia di Kabira, si trova un sito d'immersione dal nome che non lascia dubbi: Manta Scramble. Le mante di barriera arrivano dal blu e si fermano sospese sopra le teste di corallo, dove i labridi pulitori liberano la loro pelle dai parassiti; nelle giornate buone, i subacquei inginocchiati sul fondo vedono più esemplari girare sopra di loro in lente orbite incrociate. È l'incontro simbolo delle isole Yaeyama, l'arcipelago più meridionale del Giappone. Ma è solo l'inizio: sul lato opposto della stessa isola cresce una delle più grandi colonie di corallo blu conosciute al mondo.
L'arcipelago più meridionale del Giappone
Le isole Yaeyama chiudono a sud-ovest l'arco delle Ryukyu, nella prefettura di Okinawa, molto più vicine a Taiwan che all'isola principale di Okinawa. Ishigaki è lo snodo dei trasporti e l'isola più popolosa del gruppo, circondata da vicine dal carattere completamente diverso: Iriomote, coperta quasi per intero da giungla e mangrovie; la minuscola Taketomi con il suo villaggio ryukyuano intatto; e la remota Yonaguni, il punto abitato più occidentale del Giappone. La corrente calda del Kuroshio lambisce l'arcipelago tutto l'anno, ed è il motivo per cui a questa latitudine prosperano vere barriere coralline dove non ce le si aspetterebbe. I reef orlano quasi ogni isola e raggiungono la loro massima espressione nel mare basso tra Ishigaki e Iriomote, una zona così importante che in gran parte è protetta all'interno del parco nazionale di Iriomote-Ishigaki. Per chi arriva da Tokyo o Osaka il contrasto è netto nel modo migliore: poche ore di volo, e sotto la barca l'acqua vira a un blu tropicale saturo sopra giardini di coralli ramificati e a tavola.
Manta Scramble: le stazioni di pulizia di Kabira
Manta Scramble si trova al largo della punta di Ishizaki, presso Kabira sulla costa nord-occidentale di Ishigaki, accanto al sito gemello Manta City. La topografia è modesta, un pendio dolce di blocchi corallini e detrito a profondità ricreative, ma le frequentatrici abituali non lo sono affatto. Le mante di barriera visitano la zona per farsi pulire: restano immobili sopra determinate formazioni mentre piccoli labridi passano in rassegna pelle, branchie e bocca. Poiché le mante vengono per un servizio e non sono semplicemente di passaggio, gli incontri possono essere lunghi e ripetuti, con gli animali che virano ancora e ancora attorno alle stazioni di pulizia. I diving locali seguono un'etichetta rigorosa perché resti così: stare bassi, tenersi dietro o di lato rispetto alle stazioni, evitare di espirare bolle proprio sotto un animale in stallo, non inseguire e non toccare mai. Le mante possono comparire in qualsiasi mese, ma gli avvistamenti sono più affidabili nella metà calda dell'anno, soprattutto a fine estate e in autunno. La baia di Kabira in sé, celebre per la coltivazione delle perle nere e per le barche con il fondo di vetro, è vietata alla balneazione: tutte le immersioni si svolgono sui siti esterni, raggiunti con una breve navigazione.
Il corallo blu di Shiraho
Sul versante opposto, a sud-est di Ishigaki, la piana di reef davanti al villaggio di Shiraho nasconde una rarità mondiale: una vastissima comunità di corallo blu, Heliopora coerulea, descritta di frequente come la più grande dell'emisfero settentrionale e tra le maggiori del pianeta. Il corallo blu è una stranezza dell'evoluzione: pur appartenendo agli ottocoralli, parenti dei coralli molli e delle gorgonie, costruisce uno scheletro calcareo massiccio come fanno i coralli duri, e quello scheletro è tinto di blu dai sali di ferro. La superficie viva della colonia ha invece un colore brunastro dimesso, e il famoso blu si rivela solo nello scheletro. La linea evolutiva è antichissima, tanto che si parla spesso di fossile vivente, e oggi la specie è considerata abbastanza minacciata da avere il commercio internazionale regolamentato. A Shiraho il corallo blu forma cupole dense, grandi come case, in pochissima acqua. Il modo migliore per vederlo è lo snorkeling dalle piccole imbarcazioni delle guide del posto, perché la piana è protetta e l'accesso viene gestito insieme alla comunità. Organizzazioni per la conservazione, tra cui il WWF Giappone, collaborano da decenni con gli abitanti di Shiraho per monitorare il reef e ridurre il dilavamento di terra rossa dai campi che un tempo lo minacciava.
La laguna di Sekisei
Tra Ishigaki e Iriomote si stende la laguna di Sekisei, la più grande barriera corallina del Giappone: un ampio mosaico poco profondo di reef isolati, canali e distese di sabbia che ospita centinaia di specie di coralli, insieme ai pesci di barriera, alle tartarughe e alle razze che ne dipendono. Gran parte della laguna ricade nel parco nazionale e alcune zone sono aree marine rigorosamente protette. Le barche per immersioni e snorkeling in partenza da Ishigaki raggiungono siti in tutta la laguna; lo scenario classico è un susseguirsi di campi di Acropora ramificate in pochi metri d'acqua, animati da pesci pagliaccio, pesci pappagallo e banchi di fucilieri. La laguna è però anche il simbolo di ciò che è in gioco. Durante l'ondata di calore marino del 2016 ha subito uno sbiancamento di massa severo, con i rilievi che trovarono colpita la grande maggioranza dei coralli, e già episodi precedenti avevano assottigliato la copertura. La ripresa procede a macchie ma è reale, sostenuta da progetti di restauro, trapianti di corallo e dal monitoraggio pluriennale del ministero dell'Ambiente giapponese e dei gruppi locali. Immergersi qui oggi significa vedere fianco a fianco il danno e la capacità di rigenerarsi.
Oltre Ishigaki: Iriomote e Yonaguni
Le Yaeyama premiano chi si spinge oltre l'isola principale. Iriomote affianca ai reef fiumi di mangrovie e cascate, e le sue acque appartengono allo stesso parco nazionale; l'isola è inoltre l'unica casa del gatto di Iriomote, felino a rischio critico, a ricordare quanto questo angolo di Giappone sia biologicamente unico. I traghetti dal porto di Ishigaki rendono semplici le gite in giornata. Molto più a ovest, Yonaguni offre immersioni di tutt'altro sapore: in inverno banchi di squali martello si radunano al largo delle sue coste, e l'isola è altrettanto famosa per il monumento di Yonaguni, un'enorme formazione rocciosa a gradoni adagiata sul fondale, la cui origine, naturale o umana, è discussa da anni. Isole minori come Taketomi, Kohama e Kuroshima si affacciano direttamente sulla laguna di Sekisei e sono basi tranquille per le uscite sul reef. Nel loro insieme, le Yaeyama concentrano un'intera carriera subacquea tropicale in un arcipelago compatto: mante, fauna endemica, praterie di fanerogame dove pascolano le tartarughe e giardini di corallo che cominciano a una pinneggiata dalla riva.
Quando andare e come immergersi
Nelle Yaeyama ci si immerge tutto l'anno. Il Kuroshio mantiene il mare abbastanza caldo da richiedere in inverno solo una muta più spessa, mentre l'estate porta acqua tiepidissima e l'alta stagione delle mante. Il fattore principale da pianificare è la stagione dei tifoni, all'incirca dall'estate all'inizio dell'autunno, quando le tempeste possono fermare le barche per giorni: un viaggio in quella finestra richiede un po' di elasticità. L'inverno porta venti settentrionali più tesi, che decidono soprattutto su quale lato dell'isola lavorano le barche, ed è la stagione degli squali martello a Yonaguni. La visibilità è eccellente secondo qualunque metro. I centri di Ishigaki vanno dalle grandi strutture pensate per il turismo giapponese alle piccole barche a conduzione familiare, e i briefing prendono sul serio la tutela del reef: niente guanti, niente contatto, assetto impeccabile sopra le piane di corallo, e ovunque si incoraggia una protezione solare che rispetti i coralli. In alta stagione conviene prenotare presto i siti delle mante: sono richiesti, e gli operatori si coordinano per non affollare le stazioni di pulizia.
Sulla mappa
I reef delle Yaeyama si capiscono davvero solo vedendo come si incastrano tra loro, dal Manta Scramble sulla punta nord-occidentale di Ishigaki alle piane di corallo blu di Shiraho, fino alla distesa della laguna di Sekisei tra le isole. Apri la mappa interattiva per seguire le zone di barriera, individuare i siti descritti qui e tracciare il tuo itinerario personale attraverso l'arcipelago più meridionale del Giappone.